martedì 10 novembre 2009

VENERDI' 13 A MONDOVI'


VERSO LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI ALTERNATIVA

Venerdì 13 novembre, ore 21.00,
presso la sede A.N.P.I. "Dante Di Nanni",
p.zza Santa Maria Maggiore

Mondovì,
si terrà una riunione del
Coordinamento della Sinistra d'Alternativa di Mondovì.
Vuole essere un modo per ritrovarsi e per cercare di creare una coordinamento unitario delle forze d'alternativa monregalese.
L'assemblea è aperta a tutti gli interessati.

lunedì 9 novembre 2009

20 anni dalla caduta del Muro di Berlino

IL MURO E NOI,

di PAOLO FERRERO, segretario nazionale di Rifondazione Comunista


Il 9 novembre, 20 anni fa, cadeva il muro di Berlino. In quell’elemento simbolico è racchiusa la fine di un regime socialista in cui – nella migliore delle ipotesi - la giustizia sociale era contrapposta alla libertà. In questa incapacità di coniugare libertà e giustizia sta al fondo il fallimento del tentativo novecentesco di transizione al socialismo. Noi che siamo nipoti della lotta partigiana – quante lapidi ci sono nel nostro paese su cui sta scritto “morto per la libertà” - abbiamo salutato positivamente la caduta del muro. Il socialismo senza la libertà semplicemente non è socialismo: è un tentativo di andare oltre il capitalismo che ha imboccato la strada sbagliata ed è abortito. Così non poteva andare avanti e così non si andava da nessuna parte. Senza libertà nessun socialismo. Giusto quindi picconare il muro e bene che il muro sia caduto; bene che i dirigenti della DDR abbiano scelto di non sparare, preferendo perdere il potere piuttosto che cercare di mantenerlo con una strage.

Nel mondo la caduta del muro è stata salutata come la vittoria della libertà sulla barbarie, come la possibilità di un nuovo inizio per la storia del mondo basato sulla libertà e la cooperazione. Sappiamo che non è andata così. Gli stati Uniti hanno colto l’occasione della sconfitta del nemico storico per rilanciare la propria egemonia incontrastata su scala mondiale e il capitalismo ha preso da questo passaggio l’abbrivio per aprire una nuova fase della propria storia, quello della globalizzazione neoliberista. I cantori del capitalismo hanno colto l’occasione per dire che eravamo alla fine della storia. Marx aveva speso la vita e scritto migliaia di pagine per dire che il capitalismo non era un fenomeno naturale ma bensì un modo di produzione storicamente determinato e quindi superabile. La caduta del muro è stata usata per “rinaturalizzare” il capitalismo, per affermare su scala globale che viviamo nel migliore dei mondi possibili; per affermare che essendo il capitalismo naturale, ogni tentativo di superarlo diventa un atto “contro natura” e in quanto tale barbarico. Gli anni ’90 sono stati caratterizzati da questo unico grande messaggio, trasmesso a reti unificate dal complesso dei mass media e da tutte le forme di produzione culturale, cioè di costruzione dell’immaginario individuale e collettivo, a partire dall’industria cinematografica. La caduta del muro è stato l’evento simbolico che ha permesso di costruire una grande narrazione che ha rilegittimato completamente il capitalismo. Kennedy non è più il presidente dell’escalation della guerra di aggressione al Viet Nam o l’aggressore di Cuba con l’avventura della Baia dei Porci. Kennedy è celebrato come il paladino della libertà e il suo discorso berlinese ne è il suggello. Dietro il paravento della libertà, sono riapparse, anche in occidente, incredibili differenze sociali e livelli di sfruttamento del lavoro che pensavamo seppelliti per sempre dopo le lotte degli anni ‘70. Nella vulgata la libertà d’impresa è diventata il presupposto della libertà dei popoli. Questa completa rilegittimazione del capitalismo ha un sapore mortifero di falsa coscienza: Che Israele costruisca muri per imporre l’apartheid in Palestina e che gli Stati Uniti costruiscano muri per impedire l’immigrazione dal Messico non fa più problema. Ogni muro è diventato lecito per l’impero del bene. In Italia questo fenomeno ha assunto dimensioni maggiori che in altri paesi in virtù della proposta di Achille Occhetto – accolta dalla maggioranza del suo partito - di sciogliere il PCI in nome di questo nuovo inizio, appiattendo così tutta la storia del movimento comunista italiano sul fallimento del socialismo reale. La storia del nostro paese è stata integralmente riscritta, la lotta partigiana è stata denigrata nel suo valore simbolico di rinascita della nazione e così si è aperta la strada all’aggressione della Costituzione. La cancellazione della memoria del paese e la sua ricostruzione fatta dai vincitori ha sdoganato ideologie razziste e comportamenti xenofobi che pensavamo definitivamente finiti nella pattumiera della storia dopo la barbarie nazista.

Il fascismo, lungi dal presentarsi come una parentesi della storia patria, si evidenzia sempre più come una delle possibilità inscritte nel sovversivismo delle classi dirigenti di un paese che – come sottolineava Gramsci - non ha vissuto la riforma protestante e il cui risorgimento non è stato fenomeno di popolo ma di ristrette elite. La democrazia e la stessa costruzione di un etica pubblica in questo paese è concretamente il frutto delle lotte del movimento operaio, socialista e comunista. La loro disgregazione apre la strada a populismi di tutti i tipi, di destra come di sinistra.

In questo imbarbarimento del costume e dei rapporti sociali nel nostro paese e nel mondo vediamo confermata quotidianamente non solo la possibilità ma la necessità di battersi per superare il capitalismo.

In questa dialettica sta il nostro giudizio politico sulla caduta del muro di Berlino: è stato un fatto positivo e necessario, da festeggiare, ma non costituisce di per se un nuovo inizio per l’umanità. E’ stato anzi l’evento utilizzato per costruire un nuovo inizio e una nuova rilegittimazione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e della guerra. Mi pare che questa sia anche la consapevolezza dei compagni e delle compagne della Linke: nessuno propone di tornare a prima ma nella Germania riunificata occorre organizzarsi e lottare – all’Est come all’Ovest - contro il capitalismo e la guerra, per costruire un socialismo democratico.

Fuori da questa comprensione dialettica della positività della caduta del muro e della chiara consapevolezza che questo non segna nessun nuovo inizio, non esiste nessuna possibilità di porsi oggi il tema della trasformazione sociale e del superamento del capitalismo. Fuori da questa comprensione dialettica possiamo solo diventare anticomunisti o far finta che i regimi dell’Est non abbiano fallito nel tentativo di costruzione del socialismo. Il pentitismo e la nostalgia indulgente sono i rischi che abbiamo dinnanzi a noi: nella loro apparente opposizione rappresentano in realtà la completa negazione della possibilità di lottare per il socialismo, per una società di liberi e di eguali.

Da questa comprensione dialettica della caduta del muro scaturisce la nostra scelta della rifondazione comunista.

Dopo il fallimento del tentativo di fuoriuscita dal capitalismo che ha dato luogo ai regimi dell’Est non basta definirsi comunisti: occorre porsi l’obiettivo teorico, politico ed etico della rifondazione del comunismo e dell’antropologia dei comunisti e delle comuniste. L’obiettivo cioè di superare il capitalismo coniugando libertà e giustizia. L’utilizzo di due parole – rifondazione comunista - anziché una per definirci non è un lusso o una complicazione: è il modo più corretto per esprimere oggi il nostro progetto politico, in cui sappiamo dove vogliamo andare e sappiamo cosa non dobbiamo rifare. Il comunismo dopo il novecento è uscito dalla fase dell’innocenza. Compito nostro è farlo diventare adulto ed è un compito per cui val la pena spendere la vita.

I GRUPPI DI ACQUISTO POPOLARI

  • Martedi' 10 novembre ore 21 presso la sede di Rifondazione Comunista di Cuneo

"6 mesi del GAP di Cuneo - Una prima analisi dei pregi e dei difetti riscontrati durante la pratica concreta di questa esperienza di lavoro sociale e come proseguire".

L'incontro è aperto a tutti gli interessati.

mercoledì 4 novembre 2009

4 NOVEMBRE: NON FESTA MA LUTTO

Non festeggiamo il 4 novembre ma denunciamo le spese militari a discapito di quelle sociali: con gli stessi soldi spesi dall’Italia tra il 2001 ad oggi si sarebbero potuti costruire 600 ospedali e 10 mila scuole.


Il 4 novembre, giorno simbolo della fine della prima guerra mondiale, abbiamo solo da ricordare i 650 mila proletari mandati a morire nella guerra del 1915-1918, perché la “patria” dei padroni e dei generali entrasse a far parte delle grandi potenze, per poter concorrere con loro al dominio sul resto del mondo. Come oggi in Afghanistan.

La guerra in Afghanistan all’Italia costa 3 milioni di euro al giorno, una cifra con la quale viene mantenuto nel Paese il contingente militare di occupazione di circa 3000 uomini. Un aiuto per la popolazione afgana? Nemmeno per sogno! Con gli stessi soldi spesi dall’Italia tra il 2001 ad oggi si sarebbero potuti costruire 600 ospedali e 10 mila scuole.

E il Paese non ha bisogno di armi e
militari, ma di strade, scuole, ospedali e infrastrutture. L’Italia è tornata tra i primissimi Paesi quanto a produzione e spesa militare, basti pensare ai 13 miliardi di euro che verranno spesi fino al 2026 per la coproduzione e l’acquisto di 131 aerei da guerra.

I soldi che l’Italia spende per le missioni all’estero e per la produzione di armi (30 mld di dollari) servirebbero a mettere in sicurezza scuole e città e paesi devastati dalla speculazione edilizia, dalla distruzione dell’ambiente; potrebbero aiutare i Paesi meno sviluppati, nei quali invece si esportano rifiuti tossici, produzioni nocive e armi.

La riconversione delle industrie da produttrici di armi a uso civile: questa parola d’ordine dovrebbe appartenere a tutto il movimento dei lavoratori esigendo atti concreti e coerenti.


L’Italia fa parte della Nato, da cui provengono i 3/4 della spesa militare mondiale, ossia 985 mld di dollari.


L’Italia è alle prese con una crisi economica che sta tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro, che getta sul lastrico intere famiglie. L’Italia non ha i soldi per garantire ammortizzatori sociali per i lavoratori che perdono il posto, ma ha i soldi, e tanti, per le missioni militari e per sperimentare nuovi sistemi di arma.
Non un soldo alla guerra! Spendiamoli per il lavoro, il reddito, la scuola e la sanità! Basta con la retorica militarista e patriottarda.

Giampaolo Pazzaglia, Fossano (Cuneo).

domenica 1 novembre 2009

VIVA LA RIVOLUZIONE! DIBATTITO E CENA RUSSA IL 7 NOVEMBRE

SABATO 7 NOVEMBRE DIBATTITO A CUNEO SULLA RIVOLUZIONE DEL 1917 E CENA RUSSA
(SOLO SU PRENOTAZIONE)


CARTIERA DI VILLANOVETTA


Verzuolo: delegazione del PRC in vista al presidio della CDM

Una delegazione composta da esponenti cuneesi di Rifondazione comunista ha visitato venerdì scorso il presidio allestito davanti alla cartiera CDM di Villanovetta, chiusa da alcuni mesi in seguito alle gravi difficoltà incontrate dalla proprietà del gruppo cartario toscano. Hanno incontrato i lavoratori, che dal 16 agosto vivono giorno e notte davanti alla fabbrica, il Consigliere regionale Sergio Dalmasso, il Segretario provinciale Fabio Panero, Raffaele Gaeta, Consigliere Comunale di Saluzzo, Claudio Borgna, responsabile provinciale Lavoro del PRC ed ex-lavoratore della cartiera di Ormea (fallita), Antonio Cacchio, responsabile provinciale del Partito Sociale ed altri esponenti del PRC dei Circoli di Saluzzo e Cuneo.

Abbiamo trascorso qualche ora insieme, tra rabbia e speranze – ha spiegato Panero -. La vicenda è complessa, si attende il 9 di novembre per capire cosa succederà (fallimento o concordato) ed anche per organizzare nuove forme di lotta. Questa cartiera produceva carta igienca, per cucina ed usi familiari. Il passaggio dei lavoratori, delle attrezzature e degli immobili dalla Kimberly Clark alla CDM è avvenuto sul finire del 2005. Le difficoltà sono cominciate quando la CDM Group decise di cedere il 75% del proprio capitale azionario ad una finanziaria londinese, la Vecafin che non ha pagato il controvalore delle azioni ed è così iniziata questa lunga vertenza. Ad aprile la CDM Paper Group ha disdettato il contratto di affitto con la CDM Group, 'spezzatino' interno e giochetto delle scatole cinesi, nello stesso periodo si è costituita una nuova società, la Italtissue, capitale sociale 10mila euro, una presa in giro, che ha sottoscritto un contratto di affitto per le sole attrezzature e gli immobili di Villanovetta.

I lavoratori hanno continuato ad essere in capo alla CDM Group che dovrebbe essere posta in liquidazione
- prosegua Panero -. L'unità produttiva di Villanovetta non è l'unica, infatti esistono altri stabilimenti in provincia di Lucca e Pistoia: l'orientamento dovrebbe essere quello di presentare istanza di concordato preventivo e di vendere successivamente le unità produttive toscane, questo passaggio i lavoratori sperano di chiarirlo il 9 novembre. Per ciò che riguarda Villanovetta Italtissue ha un unico socio ovvero l'ex-responsabile della sicurezza del CDM Group: il piano industriale presentato alla Organizzazioni sindacali, alla Provincia ed al Comune di Verzuolo in occasione di un incontro ufficiale prevedeva lo smantellamento della linea dell'allestimento, e l'assunzione, attraverso la mobilità, di 31 persone delle 65 attualmente in forza alla CDM Paper (57) e 8 interinali. Naturalmente questo pseudo piano industriale presentato da una pseudo società con 10mila euro di capitale sociale è stato respinto dalle stesse istituzioni locali, dalle banche oltre che dai lavoratori. E' di questi giorni la notizia dell'abbandono di Italtissue del prospettato progetto di rilancio. Questione poi importante è quella relativa alla spettanze di lavoratori che, se da un lato per ciò che riguarda quelle correnti sono coperte dall'anticipo della Cassa Integrazione straordinaria richiesta per cessazione di attività, i lavoratori cercano di capire che fine abbia fatto il loro trattamento di fine rapporto, quello maturato alla dipendenze della CDE e soprattutto quello maturato alle dipendenze della Kimberly, trasferito alla CDM Group all’atto del passaggio.

I lavoratori in presidio di fronte ai cancelli
- ha concluso Panero - ci hanno poi spiegato per ciò che concerne la ripresa essa può avvenire solo con un ciclo produttivo completo (la continua per la produzione della carta, l'allestimento per la trasformazione della stessa, il confezionamento e la spedizione) e dal punto di vista del mercato sarebbe molto importante acquisire commesse.
Ultimo aspetto quello della sicurezza: l'azienda all'interno della quale sono stoccati ingenti quantitativi di carta, è prova di un sistema anticendio funzionante in conseguenza del distacco dell'energia elettrica, del gas e dell'assenza di acqua nelle vasche antincendio
."

mercoledì 28 ottobre 2009

PRC (fed. sinistra d'alternativa) e IDV: 5 dicembre - manifestazione unitaria contro politiche Berlusconi

Il video della conferenza stampa:




Il testo dell'appello:

A tutti i partiti politici dell’opposizione
Ai sindacati
Alle associazioni
Alla società civile

La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore. L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese. Il Governo invece di intervenire per risolvere questa situazione la aggrava con tagli alla spesa sociale e all’istruzione, con la compressione di salari e pensioni di cui l’attacco al contratto nazionale di lavoro è solo l’ultimo atto. Inoltre, questo Esecutivo si adopera a fomentare la guerra tra i poveri con provvedimenti razzisti e xenofobi sull’immigrazione.
Come se non bastasse, il Governo ha varato provvedimenti come lo scudo fiscale che legalizzano l’evasione fiscale e il malaffare, ha stanziato una quantità enorme di denaro per le banche, per l’acquisto di cacciabombardieri e per grandi opere inutili come il ponte sullo stretto di Messina.
Il Governo contribuisce, quindi, ad aggravare la crisi, difende i poteri forti e parallelamente si adopera per demolire la democrazia italiana portando a compimento la realizzazione del piano della P2 di Licio Gelli. Le proposte di manomissione della Carta Costituzionale si accompagnano ad una quotidiana azione di scardinamento della Costituzione materiale, al tentativo di mettere il bavaglio alla libera informazione, di limitare l’autonomia della Magistratura, di snaturare il ruolo del sindacato e di ridurre al silenzio i lavoratori.
Per contrastare quest’operazione che è allo stesso tempo antidemocratica, fascistoide e socialmente iniqua, riteniamo necessario costruire una risposta politica generale, forte e unitaria. Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale. Ecco perché chiediamo le dimissioni di Berlusconi anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio.
E proponiamo a tutte le forze di opposizione di convocare per il prossimo 5 dicembre una manifestazione unitaria contro la politica del Governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.

Antonio Di Pietro - Paolo Ferrero

martedì 27 ottobre 2009

ACQUA PUBBLICA

COMUNICATO STAMPA
Con la votazione di questa sera (36 presenti,31 votanti,5 astenuti,27 favorevoli, 4 contrari) il Consiglio Comunale di Cuneo approva praticamente all'unanimità l'ODG contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali presentato da Fabio Panero (PRC) e Liliana Meinero (Città Aperta) nella versione riformulata dal consigliere Mantelli (PD).
Con questo voto il sindaco e la giunta sono impegnati a ricercare la condivisione degli altri Consigli Comunali cuneesi ed a trasmettere la richiesta di mantenimento nel pubblico dei servizi, in special modo quello idrico, ai parlamentari locali, ai consiglieri regionali ed alla presidenza dell'ANCI. Il sindaco, nel breve intervento sollecitato da Panero ha esposto le motivazioni che hanno fatto pensare ad un accordo ACDA-EGEA, impegnandosi a portarlo in discussione nelle commissioni competenti.
Ora l'accordo non è più sottoscrivibile dagli amministratori societari delle due aziende ma andrà discusso politicamente nella assemblea dei sindaci soci di ACDA, non prima che il rappresentante di maggioranza del comune di Cuneo abbia ricevuto apposito mandato in merito. Ci auguriamo che dall'esame delle Commissioni nasca l'esigenza di informare tutta la cittadinanza sulle possibili evoluzioni permesse dalla legislazione europea ed italiana, con particolare riferimento alle competenza assegnate dal titolo V della costituzione.
Alle Associazioni, gruppi , comitati di cittadini il compito di esigerlo.

Oreste Delfino
per il Gruppo di Lavoro per l'acqua di Cuneo

lunedì 26 ottobre 2009

A Mondovì la Sinistra costruisce l'Alternativa.

Venerdì 23 ottobre si è tenuto a Mondovì, presso la saletta del Bar Statuto, un dibattito sul lavoro precario (gli ospiti erano Sergio Dalmasso, consigliere regionale PRC, Mariangela Rosolen, ex senatrice del PCI, ora membro di ATTAC Torino e Angelo Scucchia, studente di filosofia, collaboratore di Torino Precaria e Laboratorio Corsaro) a cui hanno partecipato molte persone, tant’è che la sala era quasi piena. Un buonissimo successo ha riscosso la prima uscita del Gruppo d’Acquisto Popolare (iniziativa del Partito Sociale – Rifondazione Comunista, che per combattere il carovita distribuisce pane ad 1€/kg): sabato 24 dalle 9.30 alle 12.30 siamo riusciti a distribuire tutto il pane che avevamo preventivato. I G.A.P. saranno da ora presenti ogni sabato mattina sotto i portici della Clinica, davanti alla Banca Intesa, per distribuire generi di prima necessità (non solo pane!) a prezzi popolari.
La Sinistra dunque non è solo quella presente ora in Parlamento, quella che si vede nei salotti tv, che fa grandi congressi, campagne per la leadership, ecc..
C'è un'altra sinistra, che non ha rappresentanza parlamentare, che viene sistematicamente oscurata da ogni mezzo d'informazione, che vive e che lotta esclusivamente per strada tra la gente, che sale sui tetti con gli operai che non vogliono perdere il lavoro, che occupa gli atenei per protestare contro i tagli che vengono chiamati "riforme", che non ha ancora smesso di credere in un mondo e in una società diversa, che è formata da migliaia di giovani che si trovano a discutere di questi problemi.
Nonostante i mezzi a nostra disposizione siano limitati stiamo riuscendo a ricostruire legami e rapporti tra la gente. E questo sta succedendo anche a Mondovì. La crisi si fa sentire? Noi proponiamo un’uscita, in basso a sinistra.


Coordinamento Giovani della Sinistra d’Alternativa Mondovì

venerdì 23 ottobre 2009

PRIMARIE PD



PRIMARIE PD:VOTA ANTONIO LA TRIPPA
Leggo questa mattina sulla stampa locale che tre personalità della Sinistra cuneese, Allario, Calandri e Baravalle invitano i loro concittadini ad andare domenica a votare per le primarie del PD, per un sussulto di responsabilità e partecipazione, dicono, di fronte alla profonda crisi economica, morale e culturale in cui sembra essere sprofondato il nostro paese.
Siccome conosco e stimo le tre personalità in questione anche a me viene un sussulto: oddio mi toccherà andare a votare alle primarie del PD?
Poi ci penso un attimo: a chi serve un partito che sulle grandi opere la pensa esattmente come il PDL? (Tant'è che in Val di Susa Saitta e Chiamparino proposero a fine settembre un'alleanza locale tra PD e PDL per le elezioni delle comunità montane, onde tagliare fuori i NO TAV)
A chi serve un partito che in Parlamento non riesce neppure a mandare a votare i propri parlamentari permettendo la vergogna dello scudo fiscale salva ladri ed evasori? E la legge sulla omofobia, facile scaricare la colpa sulla Binetti (sempre e comunque ricandidata) quando l'intero PD non è stato in grado di sostenere questa legge, anche dopo gli innumerevoli episodi di violenza subiti dalle varie comunità omossessuali in giro per l'Italia.
Non si può essere contro le destre per finta, per i lavoratori ma anche per i padroni: sul posto fisso Tremonti ha detto che è un diritto (proprio lui!), Ichino, PD, ha detto sentiamo Confindustria.
Che dire poi dellla proposta di legge antidemocratica di estendere lo sbarramento del 4% a tutte le elezioni, dai Comuni fino alle Provincie, Regioni, etc. onde escludere tutti coloro che non sono PD a Sinistra, per imporre un bipartitismo tra comitati elettorali sempre più simili?
Sulla privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici in generale qual'è la differenza tra il Decreto-Legge del governo Berlusconi di imporre il 40% dei privati e la proposta dell'ex-ministtra PD Lanzillotta, contro la quale ci battemmo nei due anni di governo Prodi?
Appartengo a un partito, Rifondazione Comunista, che ha proprio poco da offrire: extraparlamentari, squattrinati, ridotti al 3% : capisco che il confronto non regge, però assicuro che è bello far politica per passione non per opportunità o opportunismo.
Ti scalda il cuore.
Fatti questi ragionamenti mi rendo conto che un PD così servirà a molti cuneesi ma non a me: nel fine settimana andrò a dare una mano ai Compagni del Gruppo di Acquisto Popolare per distribuire il pane a un euro al kg, non sarà la Rivoluzione ma almeno è una piccola risposta concreta per uscire dalla crisi.
Ottima invece l'idea di devolvere i due euro delle Primarieagli operai AGC: un tantino in ritardo, visto che il presidio permanente è già stato smontato ieri, per fortuna.

Fabio Panero, segretario provinciale e Consigliere Comunale a Cuneo di Rifondazione Comunista.

mercoledì 21 ottobre 2009

IL G.A.P. RADDOPPIA!

COMBATTI IL CAROVITA: ADERISCI AI G.A.P.!

SABATO 24 OTTOBRE
Gruppo di Acquisto Popolare
distribuzione di pane a 1 euro al kg


CUNEO: PIAZZA GALIMBERTI ANGOLO VIA ROMA
MONDOVI': C.SO STATUTO (sotto i portici)


dalle ore 9 fino ad esurimento del pane.

lunedì 19 ottobre 2009

Sinistra d'Alternativa a Racconigi

UNIAMO LE NOSTRE ENERGIE: LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI ALTERNATIVA

INCONTRO DIBATTITO CON GLI ISCRITTI -

RACCONIGI - VIA PRINCIPE AMEDEO 71


Venerdi' 23 ottobre alla ore 21

IL GRUPPO DI RACCONIGI DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA PROMUOVE UN INCONTRO DIBATTITO CON I COMPAGNI DI CARAMAGNA - CAVALLERMAGGIORE - RACCONIGI - SAVIGLIANO, A CUI SONO INVITATI A PARTECIPARE ANCHE I COMPAGNI DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI, PER ASSIEME DISCUTERE SU QUESTIONI POLITICHE DI INTERESSE COMUNE.

Per eventuali contatti:

Luciana Fossati - portavoce prc racconigi - cell. 329/7507456

Spirito Olivero - cell. 347/3057966

Carlo Sperti - cell. 338/4415981

Serata sulla precarietà.

Venerdi' 23 ottobre alla ore 21

Saletta del Bar Statuto - Corso Statuto, 39, area Besio – Mondovì

Lavoro precario ?

Oggi FUNZIONA OVUNQUE COSì !

NOI DICIAMO NO!

Le nostre vite valgono più dei loro profitti!

DIBATTITO PUBBLICO

Organizzato da

Coordinamento dei Giovani della Sinistra d'Alternativa Mondovì

Ospiti

Sergio DALMASSO

Consigliere Regionale PRC

Mariangela ROSOLEN

ATTAC Torino

Angelo SCUCCHIA

Torino Precaria

Laboratorio Corsaro

Verso la FEDERAZIONE della SINISTRA D'ALTERNATIVA

giovedì 15 ottobre 2009

LA LOTTA PAGA!












Le immagini dal tetto dell'AGG: martedi' 13 ottobre Fabio Panero, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Nicola Mattei responsabile politico del Circolo PRC di Cuneo "Rosa Luxemburg", Matteo Gaddi responsabile Nazionale di Rifondazione Comunista per il Nord italia e Salvatore De Luca funzionario del Gruppo Regionale del PRC piemontese sul tetto dell'AGC di Cuneo a colloquio con i quattro operai sul tetto. Nelle immagini successive le fasi del recupero di Ninotto RSU della Agc colpito da un malore dopo giorni di permanenza sul tetto.


VERTENZA AGC DI CUNEO: LA LOTTA PAGA!
Questa mattina si è finalmente conclusa la difficile vertenza dei 67 lavoratori AGC Automotive di Tetto Garetto, si è conclusa, a parer mio, nei migliore dei modi possibile: si era partiti con 67 lavoratori a casa da gennaio e si è arrivati a scongiurare i licenziamenti, anche se il reparto in questione purtroppo chiuderà. Dopo tanti giorni passati al presidio di fronte alla fabbrica con i Compagni del mio Partito insieme ai lavoratori, tra paure, speranze, tensioni, freddo e difficoltà vorrei dire semplicemente grazie a questi lavoratori.
Grazie perchè hanno dimostrato che la lotta paga: la lotta fatta fino in fondo, senza paura, con metodi radicali e innovativi (come salire su un tetto per essere ascoltati), la lotta fatta in maniera intelligente: bene questa lotta paga davvero e si può tenere testa anche ad un colosso multinazionale.
Questo è un precedente in questa nostra provincia anestetizzata dal punto di vista politico.
Grazie inoltre a questi lavoratori perchè hanno ribadito a noi, militanti della Sinistra di Alternativa, qual è il nostro ruolo: lavorare con umiltà affinchè queste lotte avvengano, affinchè queste lotte possano durare anche da un punto di vista logistico (cibo, tende, tavoli, sedie, etc.) affinchè abbiano una visibilità mediatica, una solidarietà militante. Affinchè si possa vincere, qualche volta.
In basso a Sinistra, come dice il nostro Segretario Nazionale Paolo Ferrero, concetto ribadito anche di fronte ai cancelli dell'AGC.
Ritengo inoltre che in una situazione di crisi ormai quotidiane di unità produttive nel cuneese dovremmo essere in grado di mettere in rete, coordinare queste lotte, mettere in contatto fisicamnete i lavoratori delle fabbriche in crisi (di fronte ai cancelli dell'AGC abbiamo portato Compagni che hanno vissuto sulla loro pelle esperienze simili, che hanno perso il posto di lavoro alla cartiera di Ormea o alla Bertello di Borgo S.Dalmazzo).
Infine ritengo che possiamo fare un buon servizio ai lavoratori se mettiamo insieme tutto ciò che è a Sinistra: il progetto della Federazione della Sinistra di Alternativa non può limitarsi alla sommatoria tra Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, ma deve partire dal basso, mettere in rete gruppi, associazioni, lavoratori e lavoratrici, militanti singoli sfiduciati e senza tessere in tasca.
Mille partitini con le certezze assolute non sevono a nulla: il nostro è un progetto serio con respiro startegico, che non si è sciolto come neve al sole dopo le elezioni amministrative ed europee.
L'approdo finale deve essere UN Partito Comunista e anticapitalista che abbia un peso politico e sopratutto sociale, che guardi al futuro senza dimenticare da dove arriviamo. Questo traguardo si costruisce con tanto lavoro politico sul territorio, con umiltà, stando in mezzo alle lotte, distribuendo il pane a un euro per lottare contro il carovita. Per recuperare una credibilità ed una coerenza che abbiamo perduto e che pian piano stiamo riacquistando.
Fabio Panero, segretario provinciale Rifondazione Comunista.

9 OTTOBRE 1967 - 9 OTTOBRE 2007: HASTA SIEMPRE, COMANDANTE!