lunedì 12 luglio 2010

ARTESIO A CUNEO MARTEDI' 13 LUGLIO



Al Consiglio Comunale aperto di martedì 13 luglio alle ore 18a CUNEO parteciperà anche la Consigliera Regionale della Federazione della Sinistra Eleonora Artesio.



L’entità dichiarata della manovra aggiuntiva su 2011- 2012 è di 24 Miliardi e 965 milioni di Euro, 48.338 miliardi delle vecchie lire. In realtà la manovra è assai più pesante, se si aggiunge il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego, non contabilizzato nella manovra che vale secondo le stesse stime del governo 6,5 miliardi nel triennio, e l’intervento sulle pensioni delle donne. La manovra si aggiunge alla finanziaria triennale varata dal governo subito dopo il suo insediamento. Quella finanziaria era già intervenuta pesantemente sulle regioni e gli enti locali, la scuola e l’università, il pubblico impiego. Quello che intanto si può osservare è che l’Italia, che non ha dovuto, diversamente da altri paesi, compiere operazioni di salvataggio del sistema bancario, ha già perseguito una linea di tagli. Le politiche fatte dal governo Berlusconi in sostanza hanno anticipato quello che a livello europeo tutti i paesi si stanno apprestando a fare, con l’annuncio di manovre di tagli per oltre 120 miliardi di euro complessivi. Gli esiti delle politiche fatte nel nostro paese sono una dimostrazione del fatto che politiche restrittive, che comprimono ulteriormente i consumi, oltre che socialmente inique, non servono affatto per l’obiettivo dichiarato di ridurre l’indebitamento. Il deficit e il debito sono infatti in rapporto al PIL. Se per la contrazione dei consumi il Pil diminuisce,  se diminuiscono le entrate fiscali per effetto della recessione economica, deficit e debito salgono. E’ così che in Italia, senza interventi di salvataggio del sistema bancario e con una politica di tagli alla spesa, deficit e debito sono cresciuti, passando dal 2,7% nel 2008 al 5,3% nel 2009 per quel che riguarda il deficit e dal 106,1% nel 2008 al 115,1% nel 2009 per quel che riguarda il debito. La scelta che i paesi europei stanno facendo in sostanza avviterà l’economia del continente in una spirale recessiva sempre più grave, i tagli non serviranno per ridurre l’indebitamento ma distruggeranno quel che resta del welfare europeo, i sistemi pensionistici, sanitari, formativi.
La manovra del governo Berlusconi, in questo quadro si distingue per l’ispirazione radicalmente antipopolare e classista che la anima. Non un euro viene chiesto a chi ha redditi più alti. Niente è previsto sulle rendite finanziarie tassate la metà della aliquota più bassa sul lavoro. Niente sui grandi patrimoni. Ricordiamo che il nostro paese secondo i dati Bankitalia e secondo le analisi Ocse, è stato uno dei paesi in cui maggiormente sono cresciute le disuguaglianze negli ultimi vent’anni ed ha oggi una distribuzione della ricchezza particolarmente iniqua: solo 2 milioni 380mila famiglie italiane (il 10% del totale), infatti, posseggono il 44,5% della ricchezza netta complessiva. Di contro, il 50% delle famiglie italiane (le più povere) ne detengono appena il 9,8%.
Ricordiamo che siamo in un paese che ha già perso oltre 700.000 posti di lavoro dal 2008 e continua a perderli, con un milione e mezzo di persone coinvolte dalla cassa integrazione, con il tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Europa.
L'invito dunque rivolto alla cittadinanza, alle lavoratrici ed ai lavoratori è quello di partecipare martedì e far sentire forte la voce del dissenso contro queste palesi ingiustizie.

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