martedì 9 novembre 2010

STORIE DI MIGRANTI

Vi ricordate gli operai cileni?
Loro dissoterrati dalla terra.
Questi estirpati dal cielo a suon di botte, insulti.

Lascio i commenti al poeta messicano ed a voi.
Gabriella




 




Indesiderabile

Non mi lascia passare la guardia.
Ho oltrepassato il limite di età.
Provengo da un paese che più non esiste.
I miei documenti non sono in ordine.
Mi manca un timbro.
Mi serve un’altra firma.
Non parlo la lingua.
Non ho un conto in banca.
Non ho superato l’esame di ammissione.
Hanno cancellato il mio nome nella grande fabbrica.
Mi hanno lasciato senza lavoro oggi e per sempre.
Non ho nessuna influenza.
Sono qui in questo mondo da molto tempo.
E i nostri padroni dicono che è ormai tempo
Che io taccia e affondi nell’immondizia.

 José Emilio Pacheco
 poeta messicano contemporaneo

Sarà presentato
venerdì 12 novembre alle 21
a Cuneo,
nel salone dei Tomasini, in via Bersezio 2
su iniziativa del Tavolo delle Associazioni del Cuneese e del giornale “Di tutti i colori”
il progetto “Un mondo di lavoro”
che raccoglie in un libretto e in un dvd i risultati di un’indagine sul tema del lavoro condotta tra gli immigrati in provincia.
La ricerca presenta non solo il lavoro dei migranti e il loro vissuto, ma anche il loro punto di vista sul proprio lavoro, su di un lavoro che, potenzialmente umanizzante, per molti rimane motivo di servitù e di alienazione.

Alla serata  interverranno:
- Adam M'bodi segretario della Fiom-Cgil di Biella
- Enrico Allasino
- sociologo  Ires Piemonte
- Claudio Mezzavilla direttore Caritas
- Cuneo
- Hassan Cherragui Direttore commerciale centro vendita
- Cuneo

Dai 400 questionari raccolti dai volontari di una decina di associazioni di tutto il territorio provinciale emerge una situazione variegata e non priva di sorprese. E proprio questo era l’intento del progetto, pensato e realizzato per far conoscere il lavoro migrante in provincia di Cuneo attraverso il recupero della dimensione personale dell’immigrazione, spesso oscurata da stereotipi e pregiudizi.
La ricerca si è chiesta come lavorino gli immigrati ma soprattutto cosa pensino del proprio lavoro, uno dei temi più scottanti dell’attuale panorama socioeconomico. E lo ha fatto nutrendosi del contributo vivo e reale di quante più persone ha potuto.
Innanzitutto con la realizzazione dei questionari, frutto dell’impegno di una cinquantina di operatori con più di quattrocento intervistati.
Poi curando i dialoghi filmati, che permettono ancor di più di dare un volto alle persone coinvolte nel progetto, facendo incontrare i loro sguardi e le loro emozioni. Infine completando l’intero progetto con il contributo di decine di volontari inseriti da anni in associazioni che lavorano e vivono soprattutto di relazioni tra persone.
Dall’intreccio dei dati raccolti e da una paziente opera di confronto è possibile cogliere quanto siano articolati e quanta ricchezza esprimano, con esiti talvolta molto lontani dalle attese e dalle risposte che si potrebbero immaginare.
Legati al lavoro, emergono altri temi altrettanto vitali: la lingua, l’accoglienza, la sistemazione, il futuro proprio e dei figli, in una rete che si complica ma anche si districa insieme, passo dopo passo. E proprio per poter coniugare aspetti così ricchi e complessi, il progetto ha messo insieme i questionari, le interviste filmate, le strisce di Giorgio Sommacal comparse sul giornale “Dituttiicolori”, oltre una serie di incontri sul tema della sicurezza e dell’antinfortunistica per lavoratori immigrati.
I diversi contributi sono stati raccolti in un cofanetto realizzato grazie al CSV di Cuneo e al finanziamento della legge Turco del 2008, che permetterà di diffondere in modo più snello i risultati dell’indagine e di fruirne più agevolmente.
L’auspicio è che una più approfondita e diretta conoscenza della realtà possa ancora una volta sottrarre terreno a stereotipi e pregiudizi, offrendone di nuovo alla costruzione di una società più accogliente.



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