martedì 29 marzo 2011

Il vento nero di destra



Italia ed Europa: il vento nero di destra.



Solamente il nostro provincialismo ci fa pensare e credere che l’Italia sia una anomalia nel panorama europeo e che mentre a noi tocchi un governo populista, leghista e (post)fascista in altri paesi le cose “vadano bene”.
Certo l’Italia ha prodotto ed esportato il fascismo (così come il berlusconismo) ed occorrerebbe chiedersi perché i due fenomeni più reazionari ed eversivi del secolo abbiano visto la luce nella “capitale morale”.
Sulla destra non cito testi specifici, ma una analisi preoccupata di “Le monde diplomatique” (gennaio 2011).
-          L’estrema destra ovunque supera elettoralmente il 10%. Il Polonia il ballottaggio alle presidenziali è avvenuto tra un ultra conservatore ed un rappresentante della “nuova” destra, in Ungheria il primo partito è conservatore, il secondo (17%) antisemita ed anti rom, nelle repubbliche baltiche si costruiscono monumenti alle truppe che hanno combattuto con i nazisti, nell’insospettabile nord, un tempo socialdemocratico e patria del welfare, l’astio verso la migrazione si trasforma in voto, in Belgio ed Olanda dilagano forze separatiste, anti Islam…
-          Il muro che, per decenni, ha separato la destra estrema e di derivazione fascista da quella moderata sta progressivamente scomparendo. Guido Caldiron parla di “destra plurale”. Questo tema non può più essere solamente oggetto di studio, ma assume precisa valenza politica.
-          L’estrema destra esprime l’opposizione alla globalizzazione, si mette a capo della battaglia continentale contro la presenza musulmana, in nome dell’identità europea e cristiana, ripropone la questione delle frontiere (ad est), inventa miti (la Padania) illogici, ma fortemente penetrati nel senso comune.
-          Esprime una vocazione plurale, dai gruppi estremistici, ai partiti antisistema, alla destra classica che si radicalizza (Austria), alle spinte regionaliste e localistiche. Molti/e hanno certamente visto il video in cui Borghezio consiglia ad esponenti dell’estrema destra francese di non presentarsi come fascisti, ma come portatori di istanze etniche, linguistiche, autonomistiche…
-          Interpreta la crisi profonda a livello economico, sociale, di prospettiva…dei paesi occidentali.
-          Presenta volti nuovi. Alle presidenziali francesi del 2007, il Front National francese ebbe un tracollo, con il vecchio Le Pen. Dato per morto, , ha ottenuto il 15% alle ultime amministrative e- con la nuova leader, Marine Le Pen- è dato al primo posto nei sondaggi per le prossime presidenziali. Cause di questo, un nuovo stile, nuovi temi e il timore per la possibile invasione islamica.
E chiaro che siamo davanti ad una situazione di emergenza che richiede conoscenza del fenomeno ed una risposta culturale, ma soprattutto sociale sui terreni (disoccupazione, precariato, delocalizzazioni industriali, deregolazione del mercato del lavoro, assenza di prospettive per i giovani…) da cui l’estrema destra, in tutte le sue forme trae il proprio nutrimento.
Casa Pound, Forza nuova, la Fiamma tricolore, ma anche tanti settori leghisti nascono da queste contraddizioni e cresceranno inevitabilmente su queste.
E’ una sfida a cui le forze democratiche e di sinistra debbono dare risposte immediate, a livello culturale, ma, ancor più, a livello sociale; prima che sia, veramente, troppo tardi.
Sergio Dalmasso

1 commento:

Anonimo ha detto...

E che dire di quello che in questi gi, le dichiarazioni del nostro premier,e a Ventimiglia, dovr, nonostante le 'bacchettate' di ieri e oggi i francesi, una volta 'refugium' di dissidenti di ogni tipo, i francesi che non si fanno scrupoli di gestire l'esodo massiccio di 'rifugiati', 'extracommunitari', 'clandestini' chiamali come vuoi ( chi stabilirà il diritto di farli rimanere nin europo o risbatterli via, e quanto tempo ci vorrò? ), i francesi, dicevo, che no si fanno scrupolo di ributtare via tutti coloro che cercano di passare in Francia attraverso le ben note, per noi, scogliere di Ventimiglia? Credevamo con la fine di 'Heider' di esserci liberati di un fascista - neonazista alle porte, ma riappaiono come funghi, con M. le Pen, appunto, e in paesi considerati civili e democratici, Danimarca e Francia in primis.
Cosa significhi e a cosa porterà questo 'turmoil' nel Nord Africa non lo so, ma sono convinta che anche se per posizione geografica ci riguarda da vicino l'intera UE dovrebbe aiutarci a farsi carco anche di queste emigrazioni forzate, ma l'Europa sembra più divisa che mai. La nostra ( gli europei 9 è anche solo numericamente una stirpe in estinzione, credo, a meno che non assuma un diverso atteggiamento nei confronti dell'altro. Ultima cosa, casa comprata a lampedusa a parte, è mai possibile che qualcuno creda alle idiozie e promesse dichiarate nell'isola dal nostro premier? carmen