giovedì 24 marzo 2011

PRIMA VOTI, POI RIFLETTI!







Alcune considerazioni dopo lo "show" leghista di sabato scorso a Cuneo teso a spiegare la bontà del federalismo leghista.

Prima del 2000 la Padania, il quotidiano della Lega, chiamava Berlusconi “il mafioso di Arcore”, poi le cose sono cambiate e Bossi e Berlusconi hanno siglato un patto di ferro: il voto della Lega è stato determinante per salvare dai processi il Sottosegretario Nicola Cosentino intercettato con Boss della Camorra, non dare l’autorizzazione a procedere alla Corte dei Conti nei confronti di De Lorenzo, Di Donato, Crippa che, nell’esercizio delle loro funzioni avrebbero causato danni allo Stato; non dare la sfiducia al sottosegretario alla Giustizia Caliendo, implicato con la P3, negare l’autorizzazione a procedere per l’ex-Ministro Pietro Lunardi in combutta con la Cricca, far passare provvedimenti come la restituzione ai prestanome dei boss i beni confiscati o lo scudo fiscale che ha premiato evasori e mafiosi. Come mai?

Ma veniamo al federalismo, vera bandiera della Lega al governo.

Con il federalismo ci saranno tasse più alte e meno servizi perché non si vogliono tassare i ricchi: l’unica vera autonomia è l’addizionale Irpef, pagata al 95’5% da lavoratori dipendenti e pensionati.

La cedolare secca sugli affitti favorisce i ricchi, mentre per i Comuni compreso il nostro a fronte dei tagli massicci degli Enti superiore la vera autonomia è rappresentata dalla scelta su quali servizi tagliare. La Lega Nord non ha una politica industriale anzi si è inchinata a Marchionne che chiude “in Padania” e delocalizza, dopo essersi puppato un sacco di soldi pubblici, anzi la Lega vota le leggi che favoriscono le delocalizzazioni. La Lega dice “padroni a casa nostra” poi vota le leggi che privatizzano i servizi pubblici (acqua in primis) che finiranno ai pescicani della finanza.

Tutto questo per un federalismo che si sta rivelando una truffa: prima voti poi rifletti, dice Cetto La Qualunque, anche se purtroppo questo non è un film.



Fabio Panero, segretario provinciale Rifondazione Comunista (Federazione della Sinistra)

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