mercoledì 9 giugno 2010

O.d.G. sui Centri per l'impiego


CENTRI PER L’IMPIEGO
UN ORDINE DEL GIORNO del CONSIGLIERE COMUNALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA FABIO PANERO IN CONSIGLIO COMUNALE A CUNEO CONTRO L'ANNUNCIATA CHIUSURA: PERCHE'?

La premessa: il piano per il lavoro di Rosso

Nelle scorse settimane l’Assessore Regionale al Lavoro, Roberto Rosso, nel prefigurare il tanto annunciato Piano dei 100 giorni per l’occupazione ha dichiarato di non voler rifinanziare i bandi per il sostegno al reddito dei lavoratori cassintegrati, in mobilità e inoccupati e di voler rivedere e superare l’attuale assegnazione di competenze e le concrete modalità di funzionamento dei centri per l’impiego.

Tale determinazione sarebbe motivata dalla valutazione di insufficienza se non di inutilità, dei centri per l’impiego il cui superamento consentirebbe la liberazione di risorse da indirizzare verso nuovi progetti, tra cui la dote di 3.000 euro da consegnare a ciascun disoccupato, già titolare di contratto co.co.pro., affinché ricerchi da sé con tale anticipo un datore di lavoro.

I giudizi espressi e le intenzioni annunciate preoccupano sul piano delle relazioni istituzionali nel rapporto con le Province piemontesi, ma soprattutto ignorano e sviliscono le attività dei Centri per l’Impiego di cui, dice Rosso, sarà valutata l’efficacia per numero di avviamenti al lavoro promossi.

L’incontro con i Centri per l’Impiego

I gruppi consiliari regionali per la Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia Libertà hanno fortemente criticato le dichiarazioni dell’Assessore, e convocato un primo incontro con tutti i quei soggetti coinvolti: operatori dei centri per l’impiego, sindacalisti, rappresentanti istituzionali delle Province.

L’incontro ha visto un’alta e qualificata partecipazione e ne sono emerse indicazioni utili:

-         I Centri per l’Impiego del Piemonte sono attualmente inseriti in reti territoriali sperimentate, capaci di coinvolgere Province, Asl, Inps, agenzie formative, università.

-         Differenze tra Centri per l’impiego e Agenzie Interinali. I centri per l’impiego hanno la missione, oggi più che mai, di prendere in carico, a differenza delle agenzie interinali, tutte le persone che si presentano, riconoscendone in modo non seriale bisogni multipli, sofferenze, capacità, in un’opera incessante di mediazione e ammortizzazione sociale

-         Necessità di semplificare le procedure burocratiche. Tali procedure a carico degli operatori dei Centri, sottraggono tempo e risorse al cosiddetto matching, incontro tra domanda e offerta di lavoro

-         I Centri per l’Impiego non si occupano solo di far incontrare domanda e offerta, ma producono report e monitoraggi sulla situazione occupazionale delle diverse province e anche rispetto a tipologie di lavoratori (stranieri, disabili, fasce deboli), oltre a fornire servizi di informazione, preselezione e di orientamento.

-         L’unica regione d’Italia che ha un modello completamente differente è la Lombardia che, per scelta ideologica, attraverso recente legislazione ha parificato le funzioni dei centri per l’impiego con altri soggetti privati



Il modello lombardo

“Collaborazione tra strutture di erogazione e rete dei servizi: …. occorre pensare anche a nuove forme di collaborazione ed integrazione con le realtà del privato e del privato sociale presenti nel territorio, non escludendo comunque la pratica della libera concorrenza tra i diversi soggetti erogatori”. (Da sito borsalavorolombardia.it)

Rosso vuole tentare di riproporre in Piemonte il “modello Lombardia”, in modo più “radicale” (parole sue).

Come funziona il modello lombardo?

-         L’agenzia regionale per l’istruzione, la formazione e il lavoro accredita gli operatori senza distinzioni tra pubblico e privato.
o       Agenzie interinali e Centri per l’impiego sono in concorrenza tra loro
-         Il sistema è “dotale”, ovvero include una “dote lavoro” e una “dote formazione” non cumulabili tra loro
-         Ogni lavoratore ha diritto ad una “dote lavoro” che consente di fruire di servizi erogati da un operatore accreditato per un valore massimo di 3mila euro (che vanno direttamente ai centri accreditati). Cosa prevede:
o       Colloqui di accoglienza di I livello (unico servizio gratuito)
o       Colloqui individuale specialistico di II livello
o       Definizione del percorso PIP (piano di intervento personalizzato)
o       Bilancio delle competenze
o       Tutoring e counselling orientativo
o       Scouting aziendale e ricerca del lavoro
o       Monitoraggio, coordinamento, gestione PIP
o       Consulenza e supporto autoimprenditorialità
-         La dote Formazione, limitata agli inoccupati di età inferiore ai 35 anni, ai titolari di piccole imprese e ai lavoratori autonomi over 40, permette l’accesso a servizi di formazione all’interno del sistema di Istruzione e Formazione Professionale regionale per aggiornarsi, acquisire nuove conoscenze e abilità.
§       Esempio: un lavoratore disoccupato può rivolgersi a un centro accreditato, dare la propria disponibilità ad essere ri-occupato e avviare un Piano di Intervento Personalizzato (PIP) di durata non superiore ai 12 mesi. 3mila euro vanno al centro per la formazione e altri 3 mila verranno dati al lavoratore alla fine del PIP nella misura di 300 euro per ogni mese di effettiva formazione.
-         Il meccanismo sarà operativo dal prossimo settembre
La proposta di Rosso è per altro peggiorativa (più “radicale”) del modello lombardo in quanto prevede, oltre al succitato meccanismo, anche una “dote” di 3mila euro che il lavoratore può portare all’azienda in cambio dell’assunzione.

PROBLEMI:

1)     Data la sostanziale parità tra pubblico e privato alle Province rimangono in esclusiva soltanto alcune funzioni amministrative come il collocamento mirato delle persone disabili, la gestione delle liste di mobilità o l’avviamento alla selezione per le pubbliche amministrazioni. Tutto il resto è concorrenza tra privati e pubblico
2)     Stesso meccanismo di accreditamento che in Lombardia esiste per la sanità e la formazione professionale e che porta al drenaggio di ingenti risorse pubbliche verso operatori privati
3)     Emarginazione degli enti locali dalle politiche occupazionali ed espansione di quelle aziende (agenzie interinali) che potranno liberamente integrare i loro servizi, dalla selezione di personale alla fornitura di manodopera, con l’attività di collocamento 


Il testo integrale dell'Ordine del Giorno 


IL CONSIGLIO COMUNALE DI CUNEO

 premesso che:

-Gli effetti della crisi economica e finanziaria si stanno facendo sentire pesantemente anche in Provincia di Cuneo: una crisi che colpisce il lavoro e con esso le Imprese ed il reddito. Non è più possibile sostenere, come è avvenuto in un recente passato, che la crisi abbia una connotazione momentanea e superabile in quanto operante in un contesto economico forte.
-Nelle scorse settimane l’Assessore Regionale al Lavoro, On. Rosso, nel prefigurare l' annunciato Piano dei 100 giorni per l’occupazione ha dichiarato ai mezzi di informazione di voler rivedere e superare l’attuale assegnazione di competenze e le concrete modalità di funzionamento dei centri per l’impiego.
Tale determinazione sarebbe motivata dalla valutazione di insufficienza, se non di inutilità, dei centri per l’impiego il cui superamento consentirebbe la liberazione di risorse da indirizzare verso nuovi progetti, tra cui la dote di 3.000 euro da consegnare a ciascun disoccupato, già titolare di contratto co.co.pro., affinché ricerchi da sé con tale anticipo un datore di lavoro.
- Non è bastata la cancellazione dei finanziamenti ai bandi per il sostegno al reddito di cassintegrati e disoccupati, ora l’attacco si sposta verso la presunta inefficacia dei centri per l’impiego.
-I centri per l’impiego sono inseriti in reti territoriali sperimentate capaci di coinvolgere, di volta in volta, provincie., ASL, Inps, agenzie formative, università: hanno la missione, oggi più che mai, di prendere in carico, a differenza delle agenzie interinali, tutte le persone che si presentano, riconoscendone in modo non seriale bisogni, sofferenze, capoacità, in un’opera incessante di mediazione e ammortizzazione sociale.
Certo tutto si può migliorare, ma innanzi tutto servirebbero risorse, che altri paesi Europei, al contrario del nostro, stanno investendo per servizi come questo.

Tutto ciò premesso

-Preso atto dell’inserimento all’interno delle linee programmatiche del Sindaco Valmaggia discusse e votate in Consiglio Comunale di una parte importante e centrale riguardante la crisi economica ed il lavoro che prevede in specifico l’organizzazione di un apposito Osservatorio tra le realtà produttive, le forze sindacali e del privato sociale, le varie istituzioni territoriali per monitorare l’evoluzione della crisi e individuare precise strategie finalizzate al:

  • sostegno e sviluppo delle attività produttive esistenti sul territorio comunale;
  • sostegno dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro individuando percorsi di riqualificazione professionale e di accompagnamento per il reinserimento nel mondo del lavoro;
  • sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie che a causa della disoccupazione o della precarietà del lavoro necessitano di temporanei aiuti economici.

-Rilevato che ogni soluzione a livello locale deve essere supportata da misure a livello provinciale, regionale e governativo,  senza le quali ogni ipotesi di soluzione localistica sarebbe destinata a produrre effetti insoddisfacenti;



IL CONSIGLIO COMUNALE DI CUNEO:

Esprime grande preoccupazione per l’annunciata intenzione da parte dell’Assessore Regionale al Lavoro di chiudere i Centri per l’Impiego proprio in una fase in cui la crisi morde ancora ferocemente anche nella nostra Provincia

 Chiede di inviare il presente o.d.g. ai Consiglieri Provinciali e Regionali della Provincia di Cuneo .




  Fabio Panero, consigliere Comunale Rifondazione Comunista



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